Il mare che mi ha insegnato a fidarmi

Pubblicato il 4 giugno 2026 alle ore 18:02

Ci sono luoghi che non si limitano a essere belli. Ci sono luoghi che riescono a cambiare il modo in cui guardiamo le cose.

Per me, la spiaggia di Maria Pia, ad Alghero, è uno di questi.

Quando ho iniziato questo acquerello pensavo di voler dipingere un paesaggio. In realtà stavo cercando qualcosa di diverso: la sensazione che provo ogni volta che torno davanti al mare.

Quel tratto di costa è fatto di elementi semplici: un pino piegato dal vento, la sabbia chiara, la vegetazione delle dune. L'acqua che passa dal turchese al blu profondo. Eppure ogni volta che lo osservo ho l'impressione che ci sia qualcosa di impossibile da catturare completamente.

Forse è proprio questo che mi affascina: l'acquerello, come il mare, non si lascia controllare fino in fondo.

Per molto tempo ho avuto timore del bagnato su bagnato. Volevo guidare ogni dettaglio, prevedere ogni risultato. Poi, lavorando a questo dipinto, qualcosa è cambiato: ho iniziato a lasciare più spazio all'acqua, alle sfumature, agli imprevisti.

Le macchie che si sono create nel cielo e i movimenti dell'acqua non sono errori da correggere, ma sono parte dell'immagine. Sono il segno di una collaborazione tra la mia mano e il comportamento naturale dell'acquerello.

In un certo senso, questo dipinto parla anche di fiducia.

Fiducia nel processo.

Fiducia nel fatto che non tutto debba essere controllato.

Fiducia nel fatto che alcune delle cose più belle nascono proprio quando smettiamo di forzare il risultato.

Ritorno a casa è il primo acquerello della serie A Portata di Mare.

Non rappresenta soltanto una spiaggia della Sardegna. Rappresenta un luogo in cui torno ogni volta che ho bisogno di ricordare chi sono.

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